Casarano

ORIGINI
Sembrerebbe fondata la tesi per cui il nucleo originario di Casarano (Caesaranum parvum) fu fondato, intorno al I secolo a.C., dal centurione romano Caesar che ne acquisi' la proprieta' per meriti militari. "Caesaranum" significherebbe infatti "di Cesare". Oltretutto, queste tesi hanno assunto maggiore credibilita' in seguito al recente ritrovamento di due epigrafi risalenti al periodo tra i sec. I a.C. e I d.C, proprio nei pressi del nucleo originario di Casaranello.

IL PERIODO BIZANTINO

In seguito alla dominazione dei Bizantini, tra il V e il XI sec., Caesaranum fu assimilata alla cultura cristiana d’Oriente, divenendo per lungo periodo terra di confine e di incontro tra cultura greca e civiltà occidentale. A questo periodo risale la splendida chiesa di Santa Maria della Croce (o chiesa di Casaranello), vero gioiello della città e dell'intera regione.
L’invasione dei Saraceni nel 842 d.C. costitui' una trasformazione del nucleo abitativo spostando il suo baricentro nell'altura a nord di Caesaranum parvum (Casaranello), negli attuali rioni Lacco, Terra e Sant’Elia con la formazione del nuovo centro Caesaranum magnum.

ARCHITETTURA CASARANESE

Santa Maria della Croce

La chiesa di Santa Maria della Croce o chiesa di Casaranello e' senza dubbio il documento storico-religioso piu' importante della citta'. Fu' edificata ad opera dei Bizantini fra il V e VI sec.. I meravigliosi mosaici paeocristiani furono realizzati da maestranze orientali approdate a Otranto e dirette a Roma e a Ravenna. Un tempo la parete orientale era ricoperta di mosaici si pensa di ispirazione mariana. Purtroppo ad oggi, e' possibile apprezzarne solo alcune porzioni. Il prof. Gino Pisano' avrebbe avanzato l'interpretazione per cui i mosaici traccino un percorso spirituale verso la beatitudine. La volta rappresenterebbe secondo questa ipotesi il paradiso terrestre, quello dell'abside l'empireo. La chiesa presenta anche splendidi affreschi di Santa Barbara e della Vergine col Bambino.

I Frantoi Ipogei
Il simbolo dell'architettura contadina e' rappresentata dai frantoi ipogei risalenti al sec. XV. Gli ampi locali sotterranei, scavati nella carsica e "morbida" roccia salentina, venivano utilizzati per la produzione di olio d'oliva. La lavorazione in questi locali garantiva una temperatura costante di 20° C che agevolava il distacco della polpa dal nocciolo delle olive.
I codiddetti trappìti cessarono la loro attivita' a partire dal sec. XIX quando, sui mercati internazionali, all'olio di oliva venne preferito l'olio di balena.