La Pizzica e il Tarantismo
Il tarantismo affonda le sue radici nelle calde estati contadine quando, durante il raccolto, le donne tarantate salentine venivano pizzicate dal ragno... o forse no... dalla "taranta". E con il morso la crisi: forti dolori addominali, sensazione di spossatezza. Bisognava cosi' chiamare l'orchestrina, suonare e indurre la malata a "ballare". Cominciava, in un crescendo di percussioni e di suoni, la danza della malcapitata, al suolo e in piedi, strisciando, mimando l'andatura del ragno, roteando il capo, tentando di arrampicarsi sulle pareti; e così per un giorno, o anche più. La taranta, il ragno, diventa l'espediente, il segno, la forza scatenante di una sofferenza più profonda. Non a caso la taranta preferisce le donne, emarginate fra gli emarginati, vittime di una società patriarcale e contadina che le relegava in un ruolo subalterno ed oscuro.
LA PIZZICA OGGI
Con il passare del tempo la pizzica ha trovato una sua autonomia come tipo di danza e genere musicale, oltre a divenire un vero e proprio fenomeno popolare. Se da un lato, quindi, il tarantismo andava estinguendosi per effetto dei mutamenti nei costumi della società, la pizzica è rimasta ben viva nella tradizione del folklore salentino. Tuttavia, per molti anni sia la pizzica che il fenomeno del tarantismo sono stati ritenuti una forma di arretratezza culturale di cui vergognarsi. Negli anni settanta la musica e le danze della pizzica sono state riscoperte ed apprezzate in tutta la loro bellezza, e oggi hanno contribuito a consolidare un legame culturale con altri fenomeni musicali simili dell'Italia meridionale. Negli ultimi anni sono state organizzate moltissime rassegne musicali dedicate alla pizzica salentina, tra cui la Notte della Taranta che richiama centinaia di migliaia di appassionati e turisti. Questa manifestazione itinerante comincia ai primi di Agosto e tocca vari centri del Salento, culminando nell'ultima notte della taranta a Melpignano, alla fine di Agosto. È da segnalare la grande popolarità raggiunta dai protagonisti della manifestazione, tra cui l'inossidabile ed appassionato Uccio Aloisi. Questo genere musicale è stato ripreso anche da autori internazionali come Stewart Copeland (batterista dei Police).
TRA SACRO E PROFANO
Il ragno è l'idea della terra madre che riaffiora, è la forza di simboli e rituali antichi, non vinti dal Cristianesimo e dalla ragione. Già nel '700 la Chiesa tentava di dare una coloritura cristiana al tarantismo; oggi, ogni 28 e 29 giugno i tarantati salentini (in numero sempre minore) sono "costretti" a ripetere la loro danza il giorno di San Paolo, all'interno della chiesa di Galatina. Chiedono la grazia al santo, ed alla fine della frenetica danza, sperano che l'anno successivo non debbano più ballare. Ma San Paolo, legato per mille strade ai serpenti ed ai ragni, viene dopo: è un'aggiunta cristiana. In origine c'è il morso della taranta, il ballo, il tamburo, cerchio mitico simbolo dello spazio sacro; in origine ci sono la terra e la psiche; e ricordi ancestrali, che ciascuno di noi si porta dentro.











